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martedì 9 novembre 2010

The Door of Darkness pt.8

Ballindalloch Castle. Tom non si capacitava di come la sua mano avesse potuto avere un tremore alla vista di quell'immagine ma ad un tratto la sua mano si mosse fino ad arrivare alla suddetta pagina per poi indicarne la figura. Tutti i presenti si volsero per guardare Tom, il quale più confuso che mai non sapeva che dire quando Abbey si mise ad esporre quello che sapeva del posto.
Abbey: "Mmmm...vostro figlio ha un buon gusto. La foto in questione mostra Ballindalloch Castle, uno dei più belli e rinomati castelli in Scozia. è conosciuto anche come la Perla del Nord,si trova nel cuore di Speyside,vicino alle famose distillerie locali di whisky di Cragganmore,Glenlivet,Glenfraclas e Glenfliddich. è circondato da maestali colline e da i due fiumi Spey e Avon. L'ambientazione è veramente magnifica. L'abitazione,se così si può definire sminuendola, è ancora abitata dalla sua originale famiglia,lasciatemi spiegare meglio,l'antica famiglia Machperson ha continuato a vivere in quel castello di generazione in generazione..."
Alfred: "Il posto sembra ideale e rispecchia quasi fedelmente la descrizione che le abbiamo fatto eccezion fatta per un dettaglio : cercavamo una posto che potesse essere solo nostro."
Abbey: "Lo so, mi è capitato spesso di proporre il castello ad altri acquirenti il quali hanno deciso di rifiutare appunto per questo motivo. Tralaltro il costo,qualunque esso sia è contrattabile solo con il proprietario.
Alfred: "Cathleen,Tom che ne pensate?"
Cathleen: " Se devo dirla tutta,l'idea di condivere una casa,anzi un castello non mi dispiace affatto,anzi romperebbe un po' la monotonia che a volte c'è in casa."
Tom :" Ecco,per me non ci sono problemi...un posto vale l'altro."
La semplicità con cui Tom aveva risposto tuttavia non rispecchiava tuttavia il suo stato d'animo interiore : troppi dilemmi,troppi punti interrogativi, si sentiva come se fosse parte di un progetto che passo a passo sarebbe stato portato a termine quindi non sapeva che fare se non accettare passivamente da una parte le decisioni dei suoi genitori e dall'altra quello che stava accadendo al suo corpo.
Alfred:" Se volessimo contattare il proprietario cosa dovremmo fare?"
Abbey:"Nessun problema, nel catalogo ho una serie di biglietti da visita in cui può trovare il numero di telefono per contattarlo",quindi ne estrasse uno dalla velina e lo consegnò ad Alfred," Ecco qui,tenga!" .
Alfred:"La ringrazio,arrivederci."
I tre si alzarono ed usciziono dall'agenzia immobiliare.
Abbey intanto era ancora nel suo ufficio al telefono...
Abbey:"Pronto? Sono Abbey dell'agenzia immobiliare,chiamo per avvisare di possibili acquirenti."
X:"Li descriva."
Abbey:"Una piccola famiglia composta da tre persone:madre,padre e figlio. I genitori sono sulla quarantina,il figlio sui venti credo. Sembrano persone apposto,il figlio sembra tranquillo,alquanto introverso ma non sono sicura al 100% perchè aveva uno strano tatuaggio sulla mano,una chiave credo..."
X:".....".....tu-tu-tu.
Abbey:"Ma guarda te sto stronzo...prima mi chiede i particolari e poi rittacca!"

mercoledì 3 novembre 2010

The door of darkness pt.7

Quando Tom si svegliò erano ormai le due del pomeriggio, dopo una visita per sommi capi del medico a Tom fu concesso di tornare a casa. Nonostante fosse confuso per quello che era successo Tom si ricordava che per quel pomeriggio aveva preso un impegno con i suoi : andare a vedere la nuova casa in cui si sarebbero trasferiti. Fuori dalla stanza dell'ospedale c'ernao sua mamma e suo padre ad aspettarlo per poi andare, suo padre era ancora arrabbiato  e sembrava stentare a credere all'innocenza di Tom ma prima o poi gli sarebbe passata sicuramente. Si misero in viaggio e dopo una mezz'oretta abbondante giunsero alla fantomatica agenzia, era un piccolo edificio con una confortante sala d'attesa nella quale vi erano dei divanetti e nel centro un tavolino con sopra dei giornale riguardanti tutte le varie case a disposizione. Diedero un'occhiata sommaria giusto per farsi un'idea anche se niente coglieva la loro attenzione fino quando non arrivò la signorina Abbie,addetta alle consulenze, che ruppe l'atmosfera di indecisione.
Abbie : " Buongiorno, sono Abbie, addetta alle consulenze, posso esservi utile in qualche modo?"
Cathleen : "Buongiorno,si avevamo prenotato un appuntamento sotto il nome di Alfred Wright."
A : " Lasciatemi controllare solo un'attimo per cortesia....Ecco! Si certo, venite pure ed accomodatevi nel mio ufficio."
I quattro si avviarono nell'ufficio: una discreta stanza con una scrivania nella quale vi era un computer, un porta penne ed un paso con una pianta grassa, vi era poi vari scaffali nei quali vi erano una miriadi di cataloghi con le varie case messe in vendita.
Abbie : " Allora innanzitutto volevo sapere se avevate qualche esigenza particolare, come ad esempio la località, il tipo di casa, la grandezza,un qualche stile paticolare....non so una casa in stile rinascimentale, ottocentesca o qualcosa di più accessibile come una villetta in stile moderno....."
Tom tra se penso : " Cazzo! Paparino vuole fare le cose in stile! Se per accessibile intende una viletta, allora una bifamigliare o un semplice appartamento devono essere considerate delle bettole qui! ".
Alfred : "Abbiamo appena avuto una spicevole esperienza giusto poche ore fa, quindi guardi....vorremmo andarcene da Londra e optare per un posto più tranquillo, avevamo pensato ad una casa abbastanza grande con un bel giardino,molto esteso se possibile."
Abbie : " Bene, se non altro abbiamo qualche informazione. Lasciatemi cercare nei mie archivi solo un attimo." e si alzò per andare a cercare qualcosa."Ecco qui,dunque...Forse ho qualcosa di interessante qui..." Nell'elenco vi erano varie case nei centri topici dell'Inghilterra : Manchester,Birmingham,Cardiff,Bristol...la signorina aveva quindi girato il catalogo verso i tre e man mano illustrava le case a disposizione...Ma quando Abbie si fermò su una di esse la mano di Tom cominciò tremare...

venerdì 29 ottobre 2010

The door of darkness pt.6

Londra,Guy's Hospital,ore 13:00.
Tom si trovava disteso su un letto d'ospedale, seduti vicino a lui c'erano Alfred e Cathleen alquanto in pensiero. Improvvisamente avevano ricevuto una chiamata dall'ospedale con la notizia che loro figlio era svenuto in città, quindi si erano messi subito in marcia per raggiungere il figlio. Da quando erano arrivati Tom era ancora addormentato, a rompere quel silenzio era arrivato il medico che li aveva rassicurati dicendo loro che Tom era solamente svenuto e che dopo una serie dettagliate di analisi loro figlio stava bene. Nella mente di Tom però qualcosa era successo : il contatto con quella chiave aveva provocato qualcosa in lui una sorta di legame con essa. Nella sua mente Tom sentiva una voce fuori campo dirgli : "Thou art I and I am Thou,Thou hast enstablished a new bond that will bring Thee to the truth" (= io sono te e tu sei me,hai stabilito un nuovo legame che ti porterà alla verità). Tom non capiva chi fosse a parlare e a che cosa si riferissero quelle parole me era come se fossero state marchiate a fuoco nella sua mente. Riprese conoscienza molto lentamente e non appena aprì gli occhi incontrò subito quelli di sua madre,guardandola negli occhi poteva capire quanto fosse stata in pensiero per lui.
Cathleen:"Tom,grazie al cielo! Come stai?"
Tom:"Mmmm,ciao mamma,ciao papà,sto bene anche se sono un po' confuso,dove sono? che è successo?"
Alfred:"Un'ambulanza ti ha portato quidopo  che sei svenuto a i mercatini di Candem Town, probabilmente la causa dello svenimento deve essere stata una reazione o forse l'eccessivo dolore che hai subito dopo esserti farto quel tatuaggio..."
C.:"Già...capisco che volessi in qualche modo festeggiare il fatto che non ci saranno ulteriori trasferimenti ma un tatuaggio sembra un po' eccessivo...insomma Tom potevi almeno consultarci, non ti avremmo certo detto di no ma non è così che si fa!"
Tom non capiva cosa stessero dicendo, un tatuaggio? Tom non ricordava assolutamente di essersi fatto niente del genere quella mattina.
T. : "Ma mamma cosa diavolo stai dicendo? Non ho fatto niente del genere!"
A. : "Se ne sei così sicuro guardati la mano destra!"
Tom sicuro di non essersi fatto niente quella mattina alzò il braccio e rimase a bocca aperta da tanto era lo shock. Un tatuaggio, lungo circa 12-13 centrimentri partiva dalle nocche fino ad arrivare al polso. Non si trattava di uno di quel tatuaggi con disegni insulsi e privi di senso che a volte gli adolescenti fanno per indispettire i loro genitori, si trattava di una chiave, la stessa chiave che Tom aveva comprato quella mattina al mercato. Ora che ci pensava infatti da quando era svenuto fino al suo risveglio Tom non aveva idea di dove potesse essere anche perchè ce l'aveva in mano. Tom era incredulo,non riusciva a spiegarsi come il tutto potesse essere accaduto...Non vi erano dubbi,la chiave tatutata era perfettamente identica  a quella che aveva comprato la stessa mattina a meno che non fosse la stessa...Tom non riusciva a darsi una spiegazione.
Tom : "Mamma,Papà io...non so niente di tutto questo, ve lo giur...".
Non fece neanche in tempo che Alfred iniziò a irarsi e a rimproverarlo:
A. : "Ma per chi ci hai presi? Non siamo mica degli idioti! Non crederai di darcela a bere così vero?"
T. : "Papà è la verità! non ne so niente..."
A. :" Aspetta solo di uscire dall'ospedale e troverò qualche modo per punirti!"
C. :"Adesso basta! Alfred vedi di darti una calmata per favore! Ormai quell che è fatto, è fatto. E poi non vedi che si è appena ripreso? Potrebbe essere un'amnesia momentanea...quando si sarà ripreso e si ricorderà tutto ce ne parlerà! Nostro figlio non è mai stato un ribelle o uno che fa dispetti del genere a noi. Ci sarà una motivazione,dobbiamo solo attendere."
All'udire le parole comprensive della madre e il sangue freddo che aveva dimostrato, Tom si sentì sollevato e gli occhi iniziarono a chiudersi lentamente. Un sonno ristoratore era ciò che gli serviva forse avrebbe ricordato qualche effimero dettaglio ma certamente non un perchè.

mercoledì 27 ottobre 2010

The door of darkness pt.5




Quella mattina Tom non aveva nessun tappa particolare, voleva concedersi il suo primo e ultimo giro a Londra prima di andarsene. Non sapenso dove andare decise di seguire il flusso di persone che si stava dirigendo in un unico punto e fu così che Tom finì a Camden Town dove appunto si trovava il famoso Camden Market. Tom per lo meno voleva trovare una qualsiasi cosa se non altro nel ricordo di essere stato a Londra per un po'. Si mise a sbirciare tra le bancarelle ma non riuscì a trovare niente di particolare se non cd,dischi in vinili tra cui anche un raro pezzo da 12" dei Sister of Mercy che però costicchiava abbastanza e quindi lasciò perdere. Passò un pò di tempo al chioschetto del caffè dove potè riscaldarsi un po' dal freddo autunnale e poi si mise di nuovo alla ricerca di un qualcosa, ancora indefinito, da comprare. Si fermò davanti ad una bancarella che vendeva oggetti di antiquariato ma in parcolare la sua attenzione cadde su una chiave alquanto particolare : sembrava molto antica quasi da appartenere al tardo gotico. Per avere qualche informazione in più, Tom decise di chiedere alla proprietaria se ne sapesse qualcosa ma signora si limitò a dire che non ne sapeva niente se non per il fatto che in giorno di parecchi se l'era ritrovata nella sua bancarella quindi non sapenso che farsene l'aveva messa in vendita. Tom incuriosito da quella storiella decise comprarla ma quando la toccò per la prima volta ebbe una strana sensazione e d'improvviso...il vuoto e il buio. Tom giaceva a terra privo di sensi.

martedì 26 ottobre 2010

The door of darkness pt.4

"Tom svegliati": disse sua madre. E Tom venne risucchiato via da quel mondo onirico che da una parte lo incuriosiva tirrebilmente ma anche per certi versi lo spaventava ma come si sa, i sogni finiscono sempre nel momento migliore. Chissà cosa avrebbe visto Tom in quel libro che era riuscito a creare nel suo inconscio tali immagini nel suo sogno, ammesso e concesso che fosse un sogno. "Che c'è mamma?" : chiese Tom ancora mezzo addormentato. "Devo parlarti di una cosa urgentemente....Tuo padre prima ha detto che ci trasferiremo un'altra volta, ma sono riuscito a persuaderlo, questa volta sarà l'ultima, promesso!" : esclamò Cathleen. Tom scoppiò a ridere perchè semplicemente non credeva a quello che le aveva detto la madre. "Tom, davvero non sto scherzando, questa è l'ultima volta che faremo un trasloco...Io e tuo padre non possiamo più vederti in questo stato è ora che anche tu prenda in mano le redini della tua vita. Sei negli anni d'oro per un ragazzo della tua età e noi ti stiamo tarpando le ali, è ora che ti costruisca una TUA vita senza che tu debba rinunciare più a niente." Quella sera Tom si limitò a dire un secco ok ma passò tutta la notte a fantasticare come sarebbe pututa essere stata una nuova ora, ricominciare tutto daccapo non sarebbe stato per niente facile però stavolta Tom sentiva che le cose sarebbero andate per il verso giusto. Non sapeva la ragione di quell'ottimismo improvviso però quella notte si addormento con il sorriso tra le labbra, come un bambino che la notte prima aspetta il suo compleanno. Il giorno seguente Tom si sveglio presto e come d'abitunie scese in cucina a fare colazione, al tavolo c'erano sua madre e suo padre :
Alfred e Cathleen : " Giorno figliolo!"
Tom : " Ciao pa', ciao ma' "
C : " Ieri sera sembravi alquanto assonnato,quindi ho pensato che forse era meglio approfondire il discorso oggi. Come ti ricorderai ti ho detto che questa sarà l'ultima volta che ci trasferiamo però stavolta vorremo che tu scegliessi insieme a noi dove andare.Che ne pensi? "
T: " Un posto vale l'altro,lo sapete come la penso...ma se vi sta a cuore che io scelga con voi, vi aiuterò." disse in tono scazzato.
C: "Perfetto! Allora domani andremo insieme in un'agenzia per vedere se c'è qualcosa di interessante!" disse ottimisticamente la madre.
T: "E sia dunque! Adesso scusatemi ma vorrei fare un giretto in città che oggi ci sono i mercatini"
Tom quindi si alzò e uscì dalla porta. Arrivare in centro a Londra non sarebbe stato poi così difficile per uno che non aveva mai messo piede fuori di casa, infatti si perse solo 3 volte.

domenica 24 ottobre 2010

The door of darkness pt. 3

Tom era in camera sua nel suo letto. La sua mente era affolltata da un'infinità di pensieri, da un lato poteva capire capire le scelte del padre in quanto gli sembrava un scelta responsabile il voler restare con i piedi per terra nonostante la fortuna che aveva eriditato ma in qualche modo non riusciva perdonarlo per i continui traslochi. Non che rappresentassero un problema in se ma appunto per il fatto che non gli permettessero di avere una vita sociale. " Meglio andarsene in terrazza a fumare un sigaretta" pensò tra se e appoggiò al balcone. Fuori era nottata autunnale serena,"toh che strano! non piove!" pensò. Da quando era a Londra non aveva visto altro che pioggia, faceva freddo comunque ma a Tom andava bene lo stesso. Era diventato un must fumarsi la sua sigaretta di sera guardando il panorama londinese : tutte quelle luci e il Tamigi che scorre lento ma inesoribile proprio come il Tempo ed in quei momenti Tom pensava al suo di tempo che passava inesorabilmente senza che lui in qualche modo potesse sfruttarlo. Sarebbe potutto uscire a fare quattro passi con chi? dove? Tom non conosceva nessuno nè tanto meno la città per non parlare di quanto certi posti possano diventare pericolosi ad un certo orario. Aveva nostalgia Tom della sua vecchia vita, prima che tutto cambiasse aveva una vita normale,aveva i suoi amici di scuola e nei fine settimana usciva a bere qualcosa, insomma la vita di un qualunque adolescente! E invece ora? Non gli restava più niente.
Finita la sigaretta Tom aveva abbastanza freddo quindi andò a rifugiarsi sotto il suo piumone, lentamente un lieve tepore iniziò a riscaldarlo e gli occhi iniziaro a chiudersi.... Quella sera Tom fece un sogno strano, non riusciva a capire dove si trovasse, era un posto che non aveva mai visto prima in vita sua. Era un'enorme stanza avvolta dal buio,era probabilmente una stanza sotterranea perchè Tom per accedervi stava scendendo dei scalini, scalini si pietra scura con pavimenti in pietra così come le pareti. Nell'aria Tom sentiva l'odore di antico come se quella enorme stanza fosse stata costruita secoli fa e nessuno ci avesse messo piede dentro da tantissimo tempo. Non riusciva a vedere, sicchè provò a fare qualche passo alla cieca quando ad un certo punto si accesero due file parallele di torce sostenute da piedistalli in ferro. Il sogno era così reale che Tom poteva persino percipire il calore che le torce emanavano. La luce tenue gli permisero di ampliare la sua visuale e quindi di guardarsi intorno. Era un posto da far venire i brividi ,sembrava un lougo sacro se così si poteva definire in cui si svolgevano qualche tipo di cerimonie : a fianco delle due file di torce che formavano un sentiero vi erano quattro file di colonne che slittavano fino al soffitto alto 5 o 6 metri. Tom iniziò a seguire il sentiro tracciato dalle torce  fino a che raggiunse un spazio circolare sopraelevato dal resto del pavimento. Salendo grazie agli appositi scalini, tom notò che non c'era nessun torcia che potesse illuminare ciò che era li sopra quindi scese e corse a prendere una torcia e lo vide subito; esattamente al centro dello spazio sopraelevato vide un libro collocato su un piedistallo. Era un grande libro chiuso, ad occhio e croce di minimo 400 pagine rilegato in pelle nera come la notte su cui vi erano simboli che Tom non riusciva a decifrare in alcun modo perchè non li aveva mai vista. Andò per toccarlo quando...

venerdì 22 ottobre 2010

The door of darkness pt.2

Facciamo un piccolo passo indietro.
Siamo a settembre e la scena si ripete,Alfred torna a casa e comunica a Cathleen e Tom che vuole trasferirsi per trovare un nuovo lavoro. Nella sala da pranzo aleggia il silenzio,Alfred guarda i suoi cari cercando l'ennesima approvazione ma stavolta non è come sempre : Tom rimane impassibile davanti alla notizia che oramai non gli sa più da nuovo e quasi con un gesto automatico smette di mangiare, si alza e senza dire niente fila in camera sua a preparare gli scatoloni. Cathleen non ne può più invece e sente che sta per scoppiare :
Cathleen : ''Quante volte ancora Alfred?''
Alfred : '' Amore ma cosa stai dicendo?''
C. : '' è possibile che tu non riesca a vedere oltre al tuo naso? Insomma Alfred, non esisti solo tu,non ci sono  solo il tuo lavoro, le tu aspirazioni!Alfred siamo una famiglia,dovremmo decidere insieme sul da farsi, in questi due anni ti ho appoggiata perchè credevo che potesse aiutarti a farti sentire un uomo soddisfatto ma ora basta! Non posso lasciarti permettere di costruire e distruggere tutto ogni per un tuo capriccio!
A. : Un capriccio? Ma cara ti stai sentendo? Tutto quello che faccio è anche per voi,voglio trovare una posizione per quale un giorno Tom possa ereditare il mio posto e portare avanti una tradizione di famiglia.
C. : Ma ti senti? Non sei più l'uomo semplice di una volta che ho sposato,a cui bastava il suo stipendio per andare avanti fio alla fine del mese. Guardati ora,quei soldi ti hanno cambiato,vuoi sempre più di quello che hai,quale sarà il prossimo passo Alfred? Aprire una tua compagnia di non so cosa in un posto sperduto nel mondo? Ma è possibile che tu non veda quello che stai facendo a Tom,non è più lo stesso,è chiuso in se stesso è SOLO....Dagli occhi di Cathleen scendono lacrime che rigano il suo volto come ferite che squarciano il suo cuore.
Alfred non poteva vedere sua moglie in quello stato e lo scoppio d'ira improvviso della moglie lentamente gli avevano aperto gli occhi e si rese conto che per inseguire un suo sogno non aveva fatto altro che sgretolare la sua famiglia. Quindi si alzò e andò verso sua moglie,e con la dolcezza che solo chi ti ama ha, la prese tra le sue braccia,le asciugò le lacrime con la mano e disse :
''So che le mie scelte sono alquanto discutibili e non nego di aver sbagliato ma da qualche parte nel mio cuore ho sempre sentito che quello che stavo facendo era anche in funione di te e Tom. Ho sbagliato a non essermi consultato con voi ma ti scongiuro, dammi un'ultima sola possibilità e ti prometto che non sbaglierò, vi farò partecipi  e stavolta sceglieremo insieme cosa fare e dove andare.
Cathleen dopo anni ,riconobbe nel suo sguardo quel fuoco che si era spento negli occhi di Alfred e questo le diede fiducia al punto che le parole le uscirono di bocca automaticamente : "Va bene Alfred,ho fiducia in te". E i due scambiarono un bacio intenso.

The door of darkness pt.1

Novembre 2010,Scozia.
Vita difficile quella di Tom,un ragazzo di 20 anni costretto a cambiare casa si e no 2 volte all'anno. Suo padre non riusciva mai a trovare un lavoro fisso che gli permettesse di stabilirsi in un determinato posto, o meglio come diceva praticamente sempre : ''questo lavoro non vale abbastanza per me'' e immancabilmente dopo un paio di giorni se ne tornava a casa dicendo che si era voluto licenziare. La sua famiglia cosa diceva? Niente! E sapete perchè? Il padre di Tom, Alfred Wright aveva avuto l'enorme botta di culo ,per essendo volgari bisgna definirla così, di aver eriditato 2 milioni di euro da suo nonno paterno che non era più riuscito a vedere in quanto era emigarto in Italia. Alfred prima del ''fattaccio'' era un uomo semplice che viveva del suo lavoro da impiegato ma dopo aver visto quanto la gente possa cambiare opinione nei tuoi confronti quando eriditi una tale somma si era un po' montato la testa. Era convinto che un semplice lavoro da impiegato non rispecchiasse la persona importante che era diventato ma che allo stesso tempo non dovesse adagiarsi sugli allori e quindi era alla continua ricerca di una professione di alto calibro che lo potesse rappresentare. Alfred prima di essere cio è,viveva a Northampton ed è riuscito a sposare la donna dei suoi sogni,Cathleen Dixon,tra i due era scattato un colpo di fulmine che dopo un fidanzamento di 8 anni si era tramutato in matromonio dai principi saldi fino ad oggi. Vedete, Cathleen era la moglie ideale,bella da far perdere la testa ma anche una donna saggia che aveva assecondato e sostenuto Alfred in qualsiasi decisione purchè queste non fossero controproduttive. Al primo trasloco Cathleen era soddisfatta e sosteneva la scelta di Alfred in quanto pensava che una vampata di novità sarebe stato interessante ma quando si rese conto che in circa 2 anni si erano già trasferiti più di tre volte cominciò a cambiare idea al riguardo. Tom era figlio unico quindi potete capire bene come si potesse sentire: sballottato da una parte all'altra senza aver la possibilità materiale di avere qualsiasi tipo di relazione con qualcuno. Solo e perennemente malinconico tom aveva sviluppato una certa difficolta nel stringere amicizia con qualcuno perchè il suo cuore aveva aveva visto troppi addii e non riusciva più a sopportarne altri.